Il capolavoro si deve a Billy Wilder che come Hacht aveva fatto la sua parte nelle redazioni. Infatti quando la piece arrivava al succeso lui a Berlino si occupava di raccontare le signore sole dei bar ma anche i fatti di cronaca nera rubando foto del morto ai familiari, esattamente come dice Lemmon nel suo film e come hanno narrato i più grandi giornalisti che hanno avuto questo tipo di gavetta, Vittorio Zucconi compreso, capacità uccisa da Facebook che oggi sempre più contiene l’ambito e macabro trofeo. Sembra che Wilder abbia faticato in quegli anni anche per un intervista con il dottor Freud e forse si è potuto vendicare nel tratteggiare l’assurdo psicanalista Eggelhofer che deve assistere l’anarchico innocente destinato alla sedia elettrica e che catalizza la scena nella sala stampa della prigione riprendendo periodo e schema della commedia teatrale.