Buona domenica amici cari

Ieri alla frontiera del Brennero un pugno di antagonisti italiani hanno messo in gioco i loro corpi per dire no ai muri che si vogliono innalzare contro i migranti che fuggono dalla guerra in Siria e dalla fame dall’Africa. Hanno tentato di bloccare ferrovia e autostrada. Cinque sono in carcere, nove i fermati, 18 i poliziotti feriti, hanno preso e dato mazzate per difendere l’antico diritto di Enea a cercare un libero approdo, una fuga, un esodo.

Nella Lampedusa di “Fuocoammare”, sempre ieri, i migranti da mesi ristretti nell’isola italiana, sono scesi in piazza per esprimere la loro rabbia di detenuti. Profughi ingabbiati. Molti di loro da giorni, nel silenzio più totale, attuano lo sciopero della sete e della fame contro il sistema europeo dei controlli che fa acqua da tutte le parti. Nelle ultime 24 ore sono sbarcati oltre 400 profughi. Una fiumana umana che non si ferma.

Reticoli e mura di poliziotti sbarrano il passo ai profughi in Bulgaria, Macedonia, Ungheria, Slovenia. Anche Norvegia, Svezia, Danimarca alzano muri. Nipoti di Hitler ieri hanno manifestato a Berlino, cortei di antagonisti e antirazzisti hanno fatto sentire il loro No. La foto di una donna a pugno chiuso scatta in Scandinavia è entrata nelle immagini da ricordare. Stasera Report della Gabbanelli, proverà a far ragionare ,che per noi a Sud dell’Europa una grande tragedia può  trasformarsi in impresa sociale. Prendere appunti in Calabria e Basilicata per ripopolare le aree interne. Siamo figli di Annibale. Non dimentichiamolo.

Assediati da questi fatti, abbiamo appreso, con sorpresa,, che a Londra, il voto municipale ha scelto come sindaco un pakistano musulmano.

La vittoria di Sadiq Khan è la bella risposta di una grande capitale multietnica, non piegata dall’odio religioso e culturale e dal consenso fondato sulla paura. Londra è una capitale dove il rock multietnico ha creato stilemi di convivenza civile relegando poche sacche di controcultura all’estrema destra. Ci convivono su 8 milioni di abitanti, 3 milioni di stranieri (130 mila sono italiani), si parlano circa 300 lingue ma quasi tutti sanno l’inglese. In 180 moschee e 130 sinagoghe ognuno prega il suo Dio.

Sadiq, invece con intelligenza politica ha giurato da sindaco in una cattedrale cattolica. Ha vinto con una valanga di voti in un momento non molto felice per i laburisti. Il suo oppositore, durante la campagna elettorale ha fatto il Salvini associando Khan ai terroristi. Ne ha guadagnato una batosta storica. Londra è libera ma anche pragmatica. Quando l’industria culturale decreta successo ad un grande scrittore inglese di origini pakistane come Hanif Kureisci prepari l’humus per una buona integrazione.

Londra mai piegata dagli attentati della metro, senza foto dell’orrore. L’impero diventato Commonwealth. I giamaicani che giunsero negli anni Cinquanta risposero al razzismo con lo Ska, musica di bianchi e neri. Poi venne il carnevale giamaicano. I ragazzi gay di tutta Europa qui si rifugiarono per vivere liberi.  Uomini in bombetta e ragazzi con il chiodo in una città dove la protesta diventa stile culturale. Nella metropoli dove è nata la minigonna. Per l’esattezza in una periferia e la celebre Mary era la figlia di due professori.

Anche Sadiq è cresciuto in periferia. Figlio di un autista di bus. Laurea in legge sui diritti civili. Deputato eletto nel suo quartiere. Ministro ombra della Giustizia. Ha ricevuto una fatwa da imam estremisti e minacce di morte per aver votato leggi a favore dei gay. Dopo gli attentati a Londra sfido’ Blair sulle leggi speciali. Si preoccupa delle questioni femminili islamiche.

Mi sono chiesto perché a Roma non si può  eleggere un sindaco democratico, musulmano, figlio di un proletario nato alla Tiburtina? Troppe le ipotesi di risposta.

Londra con il sindaco musulmano non è una prima volta in Europa. Ci sono precedenti. Sajid Javid, attuale ministro dello Sviluppo economico britannico, è anche lui figlio di immigrati pachistani. In Francia Najat Vallaud-Belkacem, nata in Marocco, è ministro dell’Educazione nel governo di Manuel Valls. Nei Paesi Bassi, Ahmed Aboutaleb, nato anche lui in Marocco, è dal 2009 sindaco di Rotterdam. La questione non piace per nulla a chi dice che a Rabat non c’è un sindaco europeo.

Un computer a Malta calcola le quote dei profughi per ogni paese. A Palmira un’orchestra suona  musica  tra le rovine archeologiche, quasi fosse un film di Sergio Leone. Papa Bergoglio ha ammonito i leader dell’Ue dicendo: “L’Europa è una nonna stanca, invecchiata, non più fertile”. Confidiamo negli anticorpi londinesi.

Una buona domenica e una buona festa a tutte le mamme