Buona domenica delle Palme amici cari.

Sto organizzando per martedì con due sindaci vulcanici la prima nazionale di un film di grande richiamo a Potenza. Nicola Valluzzi è il sindaco di Castelmezzano (in nome di questo ruolo è stato eletto anche presidente della Provincia) mentre Pasquale Stasi è il primo cittadino della dirimpettaia Pietrapertosa. Due piccoli comuni dell’Osso appenninico in Basilicata situati in un’Italia che vive  in modo completamente diverso dalla città e dalle metropoli. I due paesi nella finzione cinematografica hanno fatto crasi e Pietramezzana è diventato il luogo dove ambientare il remake di un film canadese di successo “La grande seduzione” che qui da noi è diventato “Un paese quasi perfetto”.

Martedì mattina, prima della prima, abbiamo convocato 500 studenti delle scuole di Potenza alla conferenza stampa spettacolo con i giornalisti per far conoscere alle giovani generazioni, insieme al regista Massimo Gaudioso e Silvio Orlando, gli aspetti di un’operazione culturale ed economica, quindi politica, che ci sta molto a cuore. Insieme ai ragazzi sperimenteremo anche una narrazione collettiva coinvolgendoli a twittare in rete la Basilicata con l’hashtag #unpaesequasiperfetto. Date un occhiata martedì dalle 11,30 e aiutateci a tenere calda la mobilitazione.

Tre anni e mezzo fa iniziavo un nuovo pezzo di vita completamente diverso dai vent’anni precedenti passati nelle redazioni dei giornali. Da solo o quasi ero stato chiamato a fondare la Film commission di Basilicata. Attesa da tempo e con grandi potenzialità da sviluppare in un tempo difficile e complesso. Ci presentammo con orgoglio e spavalderia al Festival di Venezia  affermando che in ragione di un territorio bellissimo e variegato “in Basilicata puoi fare tutti i film che vuoi”: Avevamo intercettato grazie alla dirigente Patrizia Minardi fondi europei da spendere per il cinema sperimentando buone pratiche innovative e trasparenti. Chiamai l’iniziativa “Bando alla crisi” e l’idea piacque molto a Riccardo Tozzi, presidente dell’Anica e boss di Cattleya. L’elegante tycoon si appuntò la spilla della Lucana film commission alla giacca e alla conferenza di presentazione disse: “Finalmente una ventata di aria nuova nel cinema italiano”:

L’amico Alberto Versace, grand commis di talentuoso ingegno culturale ed economico che presiede ll progetto “Sensi contemporanei”, aveva ordito una buona tela di relazioni. All’epoca, il film, che debutterà nelle sale il 24 marzo, era solo un corposo dossier di lavoro. Stava per prendere la via della  ben conosciuta Puglia. In attesa delle pratiche, Cattleya ascoltando il suggeritore decise di andare ad esplorare la Basilicata.

Location manager e produzione girarono in largo la terra di Lucania. Quando videro le Dolomiti lucane non ebbero esitazioni a comprendere che era quello il luogo. Il regista confermò con determinazione. La stessa magia si verificherà per “Noi e la Giulia” quando fu segnalata la masseria di Pomarico  che Edoardo Leo ha scelta per il suo film di successo. Il teorema ha dunque le sue controprove, in Basilicata puoi farti il film che vuoi.

Quando arrivai in Lucania ci misi poco a scoprire il posto d’incanto che sono le Dolomiti lucane considerato che il tema dei piccoli comuni ha animato molto la mia direzione giornalistica. Le case e i viottoli curati dei due paesi, il panorama che ti prende l’anima, il tempo dilatato, la riscoperta dei silenzi, l’aneddotica divertita di nativi colti e smaliziati mi hanno fatto  innamorare di Castelmezzano tra le rocce e Pietrapertosa che la guarda indomita. Qui un giorno andai a visitare l’araba Rabatana con i figli allora piccoli. Dovevano far pipì e ci accolse in casa una vecchia signora che sembrava uscita dalle foto delle spedizioni di Ernesto De Martino. Offrì dei succhi di frutta ai bambini e un caffè a noi genitori parlandoci della sua vita. Ho un ricordo di quel giorno come un momento di vita bella e intensa.

Da giornalista ho invece costruito la narrazione collettiva della nascita del Volo dell’Angelo, straordinario attrattore turistico che ti fa stare imbracato e in sicurezza appeso ad un filo d’acciaio in un’esperienza straordinaria che ti porta in cielo tra Pietrapertosa e Castelmezzano. Una nostra Shangrilà rurale in allegria. E’ nata una nuova economia ecocompatibile di turismo intelligente  in luoghi che combattono lo spopolamento. Benvenuta resistenza resiliente

In questo microcosmo virtuoso è nata una delle migliori sperimentazioni di modello cinematografico meridionale da applicare ad altre aree. La sensibilità del regista, uno dei migliori sceneggiatori italiani, ha plasmato il racconto adattandolo al territorio. La produzione ha rispettato il luogo e offerto occupazione. Tutto il microcosmo delle Dolomiti ha trovato opportunità mettendosi in gioco e  a disposizione del progetto comune. Il bar aperto anche di notte. Qualche lucano che lavorava a Cinecittà ha preso la strada di casa. L’aperto Credito cooperativo di Laurenzana ha compiuto un’operazione di product placement molto intelligente. Fabio Volo ha portato la famiglia in paese, Buccirosso il suo amato cane, Silvio Orlando la sua sensibile disponibilità lavorando in una bella dimensione umana. Paese e cinematografari sono diventati un tutt’uno rispettandosi e diventando amici. Gaudioso ogni volta che torna in paese saluta e parla con tutti che con affetto partecipato lo chiamano “Massimo”:

Ah già, Gaudioso. Lo sceneggiatore di “Benvenuti al Sud” e dei film di Garrone. Ma io con lui avevo già vissuto un lontano trip. Era il 1995 e nella mia cinefilia militante tifavo per il mio amico d’Itaca Fabio Nunziata che con tal Massimo Gaudioso ed Eugenio Cappuccio avevano centrato il potentissimo corto “Il Caricatore”: Diventato poi lungo con entusiasmo della critica e attenzioni dell’allora potentissima Rita Rusic. Il trio produsse poi “La vita è una sola” ispirata dal mio amico Jo Pinter. La vita a volte è proprio una sola e i sogni s’interrompono a mezza via.  Non per sempre. Vent’anni dopo sono assieme in quest’impresa con Massimo Gaudioso. E Fabio Nunziata ne cura l’ottimo montaggio.

Non posso far critica del film per affetto manifesto ed evidente interesse di parte. Ma posso testimoniare in trasparenza le mie impressioni. Non vedevo da tempo una teoria di personaggi con facce autentiche e significative che fanno da coro agli attori dello star system. Far recitare un’anziana del paese di 101 anni è roba da record. Mi ha divertito vedere l’amico Zorzetto nei panni del ragazzo digitale del paese.  L’attore Tonino Centola de “La Ricotta” ha trovato una sua buona occasione cinematografica.  Gli scenari sono incantevoli e vi colpiranno non poco. Confidiamo in nuove opportunità di cineturismo lucano per le nostre Dolomiti e per il Volo dell’Angelo.

Il film è una garbata fiaba divertita e divertente. Con qualche ingenuità d’intreccio. Una sorta di “Pane, amore e fantasia” dei nostri tempi. Gaudioso tende ad una sorta di neorealismo rosa meridiano e paesologico che tifa per l’Italia dei piccoli comuni. Ironia più che retorica da denuncia. Scoperta del #luogoideale di  narrazione alla Sergio Ragone. Le fabbriche sono virtuali e portano mazzette per pochi. Le bugie possono avere anche un fin di bene. Restare significa resistere. Cambiare una condizione è ancora possibile prendendo il proprio destino in mano.  E per dirla con titoli storici del neorealismo rosa abbiamo ancora i sogni del cassetto e due soldi di speranza.

Quando il film terminò le riprese, con Nicola Timpone insieme al sindaco Valluzzi ,organizzammo una gran festa a Castelmezzano. Coincise anche il compleanno di Silvio Orlando (gran bella persona) e a sorpresa  sul palco degli scatenati “Musica a manovella”  (coinvolti nel film)  spuntò la torta con le candeline. Da dietro le montagne i fuochi d’artificio illuminarono il cielo stellato come un presepe. Tutti insieme appassionatamente andammo a dormire, felici e consapevoli di aver costruito occasioni per una comunità. Dopo un lungo lavoro, come capita spesso al cinema, “Un paese quasi perfetto” è un film che arriva in molte sale. Andate a vederlo in questo periodo di Pasqua. Pur solo per capire l’aria che tira e si respira a Pietramezzana. Un paese quasi perfetto. Come la Basilicata. Nel Meridione d’Italia.

Una buona domenica a voi tutti.