Buon anno amici.

Non faccio classifiche. Ne girano tante e ben curate. Faccio miei i cento nomi del maestro Gianni Mura su Repubblica.it. Libri, storie e personaggi da ricordare. Cito solo Khaled Al- Asad, padre di Palmira barbaramente trucidato da quei mostri nazisti dell’Isis e che aveva ricevuto le vostra totale condivisione sulle mie pagine social. Le cronache del terrorismo sono il nostro presente. Lo dimostra il calo dei cattolici alla manifestazioni del Giubileo. Papa Francesco è figura di riferimento ma don Abbondio da figura italica diventa internazionale.

Viviamo in un mondo di profughi. Il bambino Aylan è l’orologio visivo del nostro presente. Sono sparite le bandiere della pace alle nostre finestre. La crisi economica non è mai finita. Matteo Renzi è un politico di razza adatto a questo tempo difficile ma la buona novella va ancora cercata con uomini e donne che credono nel bene comune e nella cura del prossimo.

Stasera il Capodanno televisivo da Raiuno va in onda da Matera. A prescindere dagli artisti tra cui Arbore e il compare Papaleo è una chiave di volta per una città regione un tempo sconosciuta alla società dello spettacolo. Questione ben diversa invece per gli intellettuali e la cultura che hanno sempre frequentato quelle pietre animate di senso e di Storia. Per il Mezzogiorno e’ utile che cultura, spettacolo, tendenza ed economia sostenibile stiano assieme.

Non so che Capodanno sarà a Locri. Una strana vicenda attorno ad una squadra di calcio femminile ha registrato luoghi comuni e giornalismo farlocco che urla alla ‘ndrangheta senza aver indicato il soldo cattivo. In Calabria è tempo di riconoscere la moneta buona. Ne abbiamo bisogno.

Mi trovo ad Itaca dove la città splende di luci e di spettacoli che allieteranno la notte in diverse piazze. Tre lustri di esperienze hanno creato tradizione e la presenza dei Litfiba quest’anno ha conquistato il titolo dei media nazionali. Chiudere prima i contratti con gli artisti però aiuterebbe meglio il turismo culturale.

Per le memorie rock di Cosenza. La prima volta dei Litfiba fu un’estate degli anni Ottanta degna di Tondelli. Era appena uscito “Jassasin”. Al cinema Italia eravamo meno di cento. Ricordo una strepitosa cena alla taverna degli anarchici a Casole Bruzio. L’ospitalità fu degna. Qualche amico ci rimise un po’ di soldi. Qualche mese dopo lo stesso cinema era strapieno come un uovo per lo stesso gruppo. Pelù era già una rockstar. Cosenza era diventata molto dark e in tanti erano venuti da lontano. Ci divertimmo molto.

A proposito di memoria Cosenza non smarrisce Alarico. Segnalo a riguardo il volume “Alarico re dei Visigoti. I fatti della storia e del mito nella vita cosentina” scritto per essere presentato alla Bit di Milano nel 2000 e che reca le prestigiose firme di Tobia Cornacchioli, Luciana De Rose, Beniamino Fioriglio, Gian Piero Givigliano, Dora Ricca. Sarebbe utile ripubblicarlo a beneficio di cittadini e addetti ai lavori.

Mi congedo ricordando che nel 2016 ricorre il centenario della nascita di Giacomo Mancini,autorevole statista italiano e combattivo meridionalista socialista. Mi auguro che sia degnamente ricordato non solo dai suoi concittadini cosentini. La gran parte della sua opera è ancora utile e attuale alla nostra azione.

Buon anno amici. Auguri a voi e ai vostri cari