Buona domenica amici miei.
Fanno poca notizia i ragazzi coetanei dei nostri figli che si sparano nei dintorni delle discoteche dove si celebra ancora la febbre del sabato con la sera diventata notte. Da Crotone a Tor a Bella Monaca i discendenti dei pasoliniani ragazzi di vita ci sono quasi sconosciuti.

Hanno preso bene la scena a Milano il Primo maggio gli appartenenti al Quinto Stato internazionale della distruzione situazionista. Sguscianti meglio dell’Isis sfruttano alla perfezione il senso di colpa italiano, quasi ormai un peccato originale dell’ordine pubblico tricolore, frutto del fiele amaro del G8 e della Diaz. i cosiddetti Black bloc hanno incastrato il loro successo mediatico con auto bruciate e risiko guerrigliero vinto sul marciapiede. Lasciano un piccolo numero di fermati destinati a pagare il loro alto prezzo giudiziario. Il loro trionfo sta in quella turista per caso che ha posato un selfie accanto all’auto bruciata. L’odio alle merci come consumo della macchina spettacolare. Fatto sta che il milanese medio è molto incazzato e oggi la città alle 16 propone la sua risposta da nuova maggioranza silenziosa.
La rivolta violenta ha completamente oscurato il corteo di protesta che ha marciato a suon di musica per dire il suo No all’Expo di Milano. La Soncini sentenzia che non ci sono più’ i servizi d’ordine di una volta è mai potranno esserci al tempo dei partiti liquidi e della riformulazione dei nuovi movimenti. Considerata la crisi economica enorme e la fame del mondo diventata atavica in molte zone del globo erano pochi i soldatini vestiti di nero a contestare e far macerie su cui sfidare il mondo.

Penso che l’Expo sia un’occasione per l’Italia. È un modo per testare quel solito spirito nazionale per affrontare le questioni in corsa e alla fine tutto sommato farcela. Dopo aver fatto rubare soldi ai soliti pescecani c’è la brava gente che mette le pezze. Il messaggio più’ intelligente e’ quello del Papa: “Sia occasione per globalizzare la solidarietà'” Ma alla fine sarà solo carità’ pelosa nello stand del Nepal.  Il modello autentico è quello del volontariato (penso ai mie amici cosentini de La terra di Piero) che riempie granai e costruisce opere contribuendo a dare risposte al più’ grande esodo umano mai visto dai tempi di Abele e Caino.

L’Expo che riconsegna una centralità’ internazionale a Milano e all’Italia, si è’ aperto il Primo Maggio che è’ questione più’ antica dell’esposizione. Riguarda i lavoratori e i temi del lavoro. Sono molti cambiati e meriterebbero miglior conoscenza. In questa ricorrenza non c’era più’ il compagno Giudiceandrea, comunista eretico calabrese ed organizzatore di masse che mi ha molto insegnato con i libri che contengono le sue lettere ai figli. C’è la storia della Presila rossa del la moglie Rita Pisano e di Picasso in quelle pagine. C’è la nostra storia.

È anche storia che la Juve abbia vinto il quarto scudetto di fila e queste sono vicende che danno colore alla gente (bella rivincita per il contestato Allegri ma che noia vincere senza rivali). Ed è storia anche la nascita della bambina reale inglese senza ancora un nome. A che serve? A niente. Forse solo a ricordarci che in questo mondo si può ridere e calpestare re e regine. Gridando ancora “Il re è’ nudo. La principessa pure”.

Buona domenica a voi tutti. Quelli del Sud ne godano il sole.