Ascolto metaforicamente tanghi tristi in testa e macero nel dolore cercando di ricordare l’aria  di Buenos Aires che mi avvolge il viso al tavolino del bar dell’aeroporto. Io, mio fratello Josè il primogenito e mia sorella Mirta. Siamo felici di esporre il nostro profilo Leporace ai telefonini dei nipoti. Insieme per la prima volta tutti e tre per diversi giorni. Non è un caso che quella foto sia quella del profilo Facebook di mia sorella.

Mia sorella Mirta Norma Leporace è morta all’improvviso ieri a Lanus in Argentina all’eta di 80 anni vissuti con bella gioventù infinita. E io dall’altra parte del mondo mi trovo  ad elaborare un lutto profondo e con la sofferenza di non poter partecipare al suo funerale per poterne salutare il feretro e consegnarle una preghiera. Mi sono ricordato di mio padre, quando apprese che il fratello maggiore Ciccio era morto in Italia. Lo apprese per lettera, mentre apriva il suo cinema nella campagna argentina. Penso che provò sensazioni molto simili alle mie di questa notte infinita.

Mirta per me, era da piccolo, una foto di ballerina in tutù,  di ragazza elegante, altre con gli sci e al mare. Molte con il fratello. Poi giovane sposa. Le foto che mio padre si era portato dietro da una vita alle spalle.

Direttrice di scuola, buoni studi, belle letture. I figli da allevare con cura. E il pensiero a quel fratello che non aveva mai incontrato:.. Accompagnando un’amica all’ambasciata italiana un’intuizione. Un elenco telefonico, un indirizzo e un numero. Un contatto che riprende una storia lungo un secolo.

Nascono i primi rapporti. Per gli italiani e gli argentini il calcio è religione. Il genero di Mirta è un calciatore professionista, Lucas, che viene a giocare in Francia. Grazie a mia moglie Lucia si organizza l’incontro. Mirta con la dolce figlia Ana Laura viene a Cosenza a casa mia. Organizziamo una festa con i Leporace cosentini. Le due bandiere sulla torta. Con lei, mia nipote e mia moglie andiamo a salutare la tomba di papà. Pochi giorni intensi e indimenticabili. Scopriamo che abbiamo ascoltato le stesse poesie da piccoli. Il repertorio recitato da Tullio Leporace. Abbiamo perso un padre per motivi diversi alla stessa età. Ci metterò del tempo a comprenderlo.

Arriva internet e accorcia le distanze e lo scambio dei ricordi. Inizio a viaggiare nel mondo da cinquantenne. Andrò tre volte in Argentina.  I tre fratelli insieme davanti alla casa paterna che ho visto nelle foto. A spasso per Buenos Aires si ricompone la famiglia in ricordi e curiosità finalmente esaudite.. L’Asado riunisce tutti i Leporace d’Argentina più volte. Il tempo vola. La distanza atlantica  non è più solo una canzone di Fossati montata su delle foto degli anni Quaranta. Un amico giornalista, conosciuta la nostra storia, la racconta per Rai international.

Mirta vedova ma sempre attaccata alla vita e ai parenti. Dipinge, studia italiano, va in viaggio negli Usa con le amiche. Quando c’incontriamo si mescola l’italiano allo spagnolo “ablando” di calcio, politica, Papa Bergoglio e ricordi. “Il mio fratello piccolo” mi dice. Gli auguri a Natale sono doppi perché lei è nata in quella notte magica di Navididad che dall’altra parte del mondo è calda d’estate.

L’altra sera a Potenza vedendo uno spettacolo di tango mi saliva forte il desiderio di andare giù. Dall’altra parte del mondo per stare tra Lanus e Temberley. Andare al Colon o a Porto Madero con i miei parenti per rubare tempo alla vita ringraziando il destino per esserci ritrovati ancora una volta.

Una telefonata improvvisa mi ha dato la ferale notizia. Ho vissuto un dolore profondo. La famiglia mi si è stretta attorno. Il calore di mia moglie Lucia e mia figlia Rosa. Mio figlio Tullio mi ha commosso ricordando per consolarmi dei pensieri di Manzoni che abbiamo studiato assieme.

Un abbraccio forte ai miei parenti lontani tutti. A mio fratello e a Stella, ai nipoti tutti. Fernando, Diego, Luca e Ana, i bambini e i ragazzi. A  Nora, a Sebastiano e al poeta Mauro e ai loro figli e alle loro mogli. Sono con voi in questo lutto della nostra ritrovata famiglia. Portate voi la mia ultima carezza a mia sorella.

Mirta ci siamo visti meno giorni di un mese, in un amore fraterno  intenso e profondo che ha abbracciato le nostre vite in quasi mezzo secolo.

Ti sia lieve la terra della Pampa e del Rio de La Plata. E come disse nostro zio Mauro per la perdita del suo più caro amico: “E’ stata una sfortuna perderti, è stata una grande fortuna averti”: Sorella mia cara non ti dimenticherò mai.